Perchè donare il sangue del cordone ombelicale

Il sangue del cordone ombelicale nei neonati a termine contiene un numero elevato di cellule staminali emopoietiche, le stesse cellule che sono presenti nel midollo osseo e che sono utili per un trapianto poiché capaci di dare origine a globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Il sangue cordonale rappresenta, perciò, una valida alternativa al midollo osseo per il trapianto da donatore non consanguineo nell’adulto e nel bambino. Esso ha inoltre il vantaggio di essere prontamente disponibile perchè è già stato raccolto, tipizzato con gli esami di istocompatibilità e studiato per gli esami virologici previsti dalla legge.

In alcune gravi malattie del sangue e del sistema immunitario il trapianto rappresenta la migliore o addirittura l’unica possibilità di cura, ma due terzi dei pazienti non ha un donatore compatibile tra i fratelli e pertanto si rende necessario cercare un donatore non familiare nei registri nazionali di donatori di cellule staminali.

La donazione del midollo osseo o delle cellule staminali da sangue periferico da un donatore non familiare prevede tempi lunghi, anche di mesi. Le unità cordonali già bancate e inserite nei registri sono, invece, immediatamente disponibili per il trapianto.

Ogni anno nel mondo circa 14.000 pazienti senza donatore familiare compatibile hanno bisogno di un trapianto di cellule staminali emopoietiche. Un quinto di questi pazienti in lista di attesa è trattato con il sangue del cordone ombelicale compatibile conservato in una delle banche autorizzate.

Dona il sangue del cordone ombelicale nel momento più bello della Tua vita: è un gesto di elevato valore per pazienti che non hanno altre possibilità di cura

Quando e come viene raccolto

Il sangue del cordone ombelicale viene raccolto dopo la nascita, sia in caso di parto naturale che cesareo, quando il cordone è stato già reciso e sono state prestate tutte le cure necessarie alla madre e al neonato. Il prelievo è effettuato con un ago, utilizzando un kit sterile di prelievo, con una procedura semplice e priva di rischi per la madre e per il neonato. Il sangue cordonale è sottoposto, presso i Servizi di Medicina Trasfusionale, ai controlli di routine obbligatori che la legge definisce e aggiorna per garantire la sicurezza del ricevente.

Processazione e conservazione

Dopo la validazione finale da parte del SIT di Reggio Calabria, le unità cordonali arrivano presso il Laboratorio di manipolazione della Calabria CBB che valuta il numero totale di cellule staminali e la vitalità. L’unità cordonale viene conservata solo se ritenuta sicura, congelandola in azoto liquido a -180°C.

Informazioni per la mamma

La mamma che desidera donare deve comunicarlo al proprio ginecologo e/o ostetrica. Farà un colloquio, firmerà un apposito modulo di consenso informato e sarà sottoposta a un prelievo di sangue al momento del parto per eseguire gli esami previsti dalla legge, per la sicurezza della donazione e per lo studio della compatibilità. Inoltre, qualora l’unità cordonale donata sia idonea alla conservazione presso la Calabria CBB, potrebbe essere ricontattata dopo 6-12 mesi dal parto, per essere sottoposta a un secondo prelievo per la conferma dei test già eseguiti. In tale occasione la mamma esibirà un certificato di buona salute del bambino redatto dal pediatra di famiglia. Nessun prelievo verrà eseguito al bambino, né al momento della nascita né in occasione del successivo controllo.
Se l’unità cordonale donata non risulta idonea a scopo trapiantologico, potrebbe essere utilizzato per usi alternativi.

Esistono due tipologie differenti di donazione: Donazione solidaristica o allogenica e Donazione dedicata.

La legge italiana non consente la conservazione autologa ma ne permette la raccolta.

Dove donare

E’ possibile donare il sangue cordonale presso le Unità di Ostetricia e Ginecologia, denominate “Centri di Raccolta”, autorizzate ed adeguatamente formate dalla Calabria CBB.

Rilascio delle unità cordonali

I dati delle unità cordonali ritenute idonee e bancate presso la Calabria CBB sono trasmessi al Registro Italiano Donatori Midollo Osseo (IBMDR) al fine di incrementare l’inventario di unità cordonali disponibili per trapianto. I Centri Trapianto nazionali ed internazionali che hanno in cura un paziente onco-ematologico, in attesa di trapianto e privo di familiare compatibile, avviano la ricerca di un donatore o di un’unità cordonale inseriti nel Registro IBMDR. Se da tale ricerca il paziente risulta compatibile con un’unità cordonale congelata presso la Calabria CBB, il Registro IBMDR ne richiede il rilascio e la Banca, dopo ulteriori esami di controllo, la invia al Centro Trapianti richiedente.